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Barbara Stanwyck
Barbara Stanwyck

Attore
Periodo attività 1927 - 1986
Vero nome Ruby Catherine Stevens
Nascita New York,
Flag of New York New York

Flag of the United States Stati Uniti d'America
16 luglio 1907

Morte Santa Monica,
Flag of California California

Flag of the United States Stati Uniti d'America
20 gennaio 1990(1990-01-20) (82 anni)

Coniuge Frank Fay (1928 - 1935)
Robert Taylor (1939 - 1952)

Barbara Stanwyck è stata un'attrice statunitense famosa per la sua grande carriera cinematografica e televisiva durata 60 anni.

Rimasta orfana a quattro anni e cresciuta parzialmente in case famiglia, nel 1944 la Actress divenne la donna più pagata degli Stati Uniti. Ottenne quattro nomination all'Oscar come miglior attrice per Amore sublime (1937), Colpo di fulmine (1941), La fiamma del peccato (1944) e Il terrore corre sul filo (1948). Per i suoi lavori televisivi vinse tre Emmy Awards, per The Barbara Stanwyck Show (1961), La grande vallata (1966) e Uccelli di rovo (1983).

L'American Film Institute ha inserito la Stanwyck all'undicesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema.[1]

Biografia Modifica

Giovinezza Modifica

Barbara Stanwyck nacque col nome di Ruby Catherine Stevens il 16 luglio 1907 a Brooklyn, New York.[2] Era la quinta figlia di Byron E. e Catherine Ann Stevens. I suoi genitori appartenevano alla classe operaia. Suo padre era nativo del Massachusetts e sua madre era una immigrata della Nuova Scozia.[3][4] Ruby perse entrambe i genitori all'età di quattro anni: la madre morì per le complicazioni di un aborto spontaneo provocatole da uno sconosciuto ubriaco che la spinse fuori da un tram in corsa[5] mentre il padre scomparve durante i lavori di scavi del Canale di Panama poche settimane dopo il funerale della moglie.[6] Ruby e il fratello Byron furono così cresciuti dalla loro sorella maggiore Mildred.[6] Quando Mildred ottene lavoro come showgirl, Ruby e Byron furono collocati in una serie di case famiglia (ben quattro in un anno), da cui la giovane Ruby spesso scappava.[7][8]

All'età di quattordici anni Ruby abbandonò la scuola per lavorare in un grande magazzino di Brooklyn.[9] Subito dopo ha lavorato presso l'ufficio del telefono di Brooklyn per uno stipendio di 14 dollari a settimana: uno stipendio che le ha permesso di diventare finanziariamente indipendente.[10] Ha poi lavorato come sarta per la rivista "Vogue", ma venne licenziato perché i clienti si lamentavano dei suoi lavori.[11] Il suo lavoro successivo fu quello di dattilografa per la Jerome H. Remick Music Company. L'ambizione di Ruby era quella di lavorare nel mondo dello spettacolo e la sorella, che inizialmente cercò di dissuaderla, alla fine fu costretta ad accettare la sua decisione.[12]

Ziegfeld girl e i successi a Broadway Modifica

Nel 1923, pochi mesi prima del suo sedicesimo compleanno, Ruby fece un provino per lavorare nel coro dello Strand Roof, un night club situato sopra lo Strand Theatre a Times Square.[13] Pochi mesi dopo ottenne lavoro come ballerina nelle stagioni 1922-1923 delle Ziegfeld Follies, ballerine del New Amsterdam Theater.[14][15] Per alcuni anni lavorò come cantante lavorando da mezzanotte alle sette di mattina nei nightclubs di proprietà di Texas Guinan.

Nel 1926, Billy LaHiff, proprietario di un pub frequentato da persone del mondo dello spettacolo, presentò Ruby all'impresario Willard Mack.[16] Mack stava per mettere in scena la rappresentazione teatrale The Noose e LaHiff suggerrì che la parte della corista poteva essere affidata ad una vera cantante. Mack accettò la proposta e dopo un provino diede la parte a Ruby.[17] Altri attori della rappresentazione erano Rex Cherryman e Wilfred Lucas.[18] L'opera non ottenne però molto successo.[19] Mack decise di espandere la parte di Ruby per creare maggiore pathos.[20] The Noose tornò nei teatri il 20 ottobre 1926 e si rivelò uno dei maggiori successi della stagione teatrale, andando in scena a Broadway per nove mesi consecutivi.[15] Su suggerimento di Mack o David Belasco, Ruby decise di cambiare il suo nome in Barbara Stanwyck combinando il primo nome del suo personaggio, Barbara Frietchie, con Stanwyck, il cognome di un'altra attrice della play, Jane Stanwyck.[19]

Nel 1927 la Stanwyck divenne una star di Broadway poco dopo aver ottenuto il ruolo di protagonista in Burlesque. .[21] Nello stesso periodo il produttore cinematografico Bob Kane le volle fare un provino per recitare nel film muto Broadway Nights. La Stanwyck non ottenne il ruolo da protagonista perché nel corso del provino non riuscì a scoppiare in lacrime ma ottenne una parte minore. Questa fu la sua prima apparizione in un film.[22]

Mentre recitava in Burlesque, le Oscar Levant fece conoscere l'attore Frank Fay.[23] La Stanwyck e Fay si sposarono nel 1928 e si trasferirono a vivere ad Hollywood.[7]

Carriera cinematografica Modifica

Il primo film sonoro interpretato dalla Stanwyck fu La porta chiusa (1929), seguito da Rosa del Messico, uscito nello stesso anno. Entrambi i film non furono un successo, nonostante tutto Frank Capra scelse l'attrice per il suo Femmine di lusso (1930).[15] A quello seguirono numerosi prominenti ruoli come quello in L'angelo bianco (1931) accanto all'attore Clark Gable. Altri celebri film recitati dall'attrice furono La donna del miracolo (1931), So Big! (1932), Perfidia (1932), L'amaro tè del generale Yen (1933), Baby Face (1933), Accadde una volta (1935), Amore sublime (1937), Il terzo delitto (1938), La via dei giganti (1939), Arriva John Doe! (1941), Tu m'appartieni (1941), Le tre sorelle (1942),La fiamma del peccato (1944), Lo strano amore di Marta Ivers (1946), Orchidea bianca (1947), Il grido del lupo (1947), Il terrore corre sul filo (1948), La roulette (1949), La confessione della signora Doyle (1952), Titanic (1953), Desiderio di donna (1953), La regina del Far West (1954) e Schiava degli apaches (1957).

Barbara Stanwyck fu una delle molte attrici considerate per il ruolo di Rossella O'Hara in Via col vento (1939). Nel 1944 era la donna più pagata degli Stati Uniti.[15]

Carriera televisiva Modifica

Quando la carriera cinematografica della Stanwyck iniziò a declinare nel 1957, l'attrice si diede alla carriera televisiva. La sua serie The Barbara Stanwyck Show, trasmessa nel 1961–1962, non fu un grande sussesso ma le fece vincere un Emmy Award.[15] Dal 1965 al 1969 Barbara Stanwyck interpretò il ruolo della matriarca Victoria Barkley nella serie western La grande vallata, ruolo che la rese molto popolare in televisione e le fece vincere un altro Emmy.[15] Recitò anche nella serie televisiva Gli intoccabili con Robert Stack.

Anni dopo vinse il suo terzo Emmy per la sua interpretazione nella miniserie televisiva Uccelli di rovo.[15] Nel 1985 fece tre apparizioni come guest star nella soap opera Dynasty prima di comparire nella sua serie spin-off I Colby accanto a Charlton Heston, Stephanie Beacham e Katharine Ross. Infelice dell'esperienza lavorativa, la Stanwyck rimase nella serie solamente nella prima stagione e il suo ruolo di Constance Colby Patterson fu l'ultimo da lei recitato.[15] Earl Hamner Jr. (produttore di Una famiglia americana) inizialmente voleva la Stanwyck per il ruolo di Angela Channing nella soap opera Falcon Crest, ma lei rifiutò ed il ruolo andò alla sua migliore amica Jane Wyman.

Vita privata Modifica

Matrimoni e relazioni sentimentali Modifica

Robert Taylor and Barbara Stanwyck in 1941

Barbara Stanwyck e Robert Taylor nel 1941

Mentre recitava in The Noose, Stanwyck si innamorò del suo collega Rex Cherryman, il quale era però già sposato.[7] Cherryman si ammalò nel 1928 ed il suo medico gli consigliò di andare in viaggio per mare fino a Parigi dove lui e la Stanwyck avevano organizzato di incontrarsi. Mentre era in viaggio in mare l'attore morì di sepsi all'età di 31.[24]

Il 26 agosto 1928 la Stanwyck si sposò con collega Frank Fay. L'attrice e Fay in seguito dichiararono che all'inizio si odiavano ma che divennero molto intimi dopo la morte di Cherryman.[7] Secondo quanto dichiarato dal suo biografo, un aborto fallito all'età di quindici anni aveva causato all'attrice delle complicazioni che l'avevano resa impossibilitata ad avere figli.[25] Trasferitisi ad Hollywood la coppia adottò il 5 dicembre 1932 un bambino di dieci mesi che chiamarono Dion.

Il matrimonio è stato travagliato. Nonostante fosse un attore successo a Broadway, Fay non riuscì mai ad avere successo ad Hollywood. È stato riportato che l'attore, soprattutto quando era ubriaco, ha abusato fisicamente della giovane moglie.[26][27] Alcuni sostengono che la loro relazione è stata alla base del film A Star Is Born.[28] La coppia divorziò il 30 dicembre 1935. La Stanwyck ottenne la custodia del loro figlio che la donna crebbe in maniera rigida e dal quale si aspettava grandi cose.[29] La Stanwyck ed il figlio si allontanarono dopo la sua infanzia, incontrandosi solomente un paio di volte quando egli era diventato un adulto.[30]

Nel 1936, mentre lavorava nel film His Brother's Wife, la Stanwyck iniziò una relazione con l'attore Robert Taylor. La coppia iniziò a vivere insieme scatenando così i giornali che parlavano continuamente della cosa. La Stanwyck esitava a risposarsi dopo il fallimento del suo primo matrimonio. Tuttavia, per seguire una pratica comune nella Hollywood dell'età d'oro, lo studio Metro-Goldwyn-Mayer insistette che i due si sposassero ed organizzò per loro il matrimonio.[31][32] Lo coppia si sposò il 14 maggio 1939. I due vissero in un grande ranch situato nel Mandeville Canyon presso Brentwood, Los Angeles].[33]

Nel 1950 la Stanwyck e Taylor decisero di divorziare.[34] Ci sono state molte voci circa la causa del loro divorzio ma la più probabile è che, dopo la seconda guerra mondiale, Taylor voleva crearsi una vita lontano da Hollywood e questo era un obiettivo che la Stanwyck non condivideva.[35] Secondo altre voci entrambi motivo del divorzio furono le relazioni extraconiugali che entrambi i coniugi avevano avuto. La coppia divorziò il 25 febbraio 1952.

Barbara Stanwyck non si è mai più sposato e, secondo quanto dichiarato dall'amica e collega Linda Evans, ha sempre citato Robert Taylor come il grande amore della sua vita. La morte dell'attore avvenuta nel 1969 fu un duro colpo per l'attrice che si prese una lunga pausa dai suoi lavori cinematografici e televisivi.[36]

Barbara Stanwyck strinse amicizia con molti attori di Hollywood, tra i quali sono da ricordare Joel McCrea e la moglie Frances Dee, George Brent, Robert Preston, Henry Fonda (che è stato a lungo innamorato di lei), James Stewart, Linda Evans, Joan Crawford, Jack Benny e la moglie Mary Livingstone, William Holden, Gary Cooper e Fred MacMurray.[37]

Stanwyck ha avuto una relazione con l'attore Robert Wagner, conosciuto sul set del film Titanic (1953). All'epoca della loro relazione, durata quattro anni, Wagner aveva solo 22 anni mentre la Stanwyck ne aveva 45.[38] Fu la Stanwyck a porre fine alla loro storia..[39]

Negli anni Cinquanta la Stanwyck ha avuto una storia di una notte con il giovane attore Farley Granger, così come egli ha scritto nella sua autobiografia Include Me Out: My Life from Goldwyn to Broadway (2007).[40][41][42]

Politica Modifica

La Stanwyck si oppose alla presidenza di Franklin Delano Roosevelt. L'attrice riteneva infatti che come lei era giunta al successo attraversando varie difficoltà, anche gli altri dovessero riuscirvi senza l'aiuto del governo.[43]

Barbara Stanwyck fu una dei primi membri della Motion Picture Alliance for the Preservation of American Ideals (MPA), fondata nel 1944 per controllare il contenuto dei film di Hollywood e per contrastare metodi sovversivi per minare e cambiare lo stile di vita americano. [44][45] Continuò a sostenere pubblicamente le indagini della HUAC, House Committee on Un-American Activities.[46]

Barbara Stanwyck era membra del Partito Repubblicano nello stesso periodo in cui ne erano membri Walt Disney, Hedda Hopper, Randolph Scott, Robert Young, Ward Bond, William Holden, Ginger Rogers, Jimmy Stewart, George Murphy, Gary Cooper, Bing Crosby, John Wayne, Walter Brennan, Shirley Temple, Bob Hope, Adolphe Menjou, Helen Hayes, Frank Capra e Fred MacMurray.[47][48][49]

Era una fan dell'attivista ed autore libertario Ayn Rand e convinse Jack L. Warner alla Warner Bros. ad acquistare i diritti di The Fountainhead prima che il romanzo diventasse un bestseller.[43][50]

Religione Modifica

Stanwyck era una devota protestante e venne battezzata nel giugno 1916 dal Reverendo J. Frederic Berg della Chiesa riformata protestante olandese.[51]

Si convertì al cattolicesimo quando si sposò col primo marito, Frank Fay.[52]

Ultimi anni e morte Modifica

Una volta riritatasi dalle scene, Barbara Stanwyck trascorse gli ultimi anni facendo diverse opere di carità.

Nel 1981 venne svegliata nel cuore della notte da un intruso entrato nella sua casa di Beverly Hills, il quale la colpì sulla testa con una torcia e poi l'ha chiusa in un armadio mentre lui le rubava gioielli del valore di 40.000 dollari.[53]

L'anno seguente, mentre girava Uccelli di rovo, le inalazioni del fumo degli effetti speciali del set le causarono una serie di bronchiti.[54]

Barbara Stanwyck morì il 20 gennaio 1990 per un infarto presso il Saint John's Health Center. Prima di morire fece sapere che non voleva che si tenesse per lei un servizio funebre.[55] Sempre secondo le sue volonta venne cremata e le sue ceneri furono sparse sopra la Lone Pine, in California, dove l'attrice aveva girato molti film western.[56]

Premi e nominations Modifica

Anno Manifestazione Premio Categoria Lavoro Risultato
1938 Premi Oscar Premio Oscar Miglior attrice Amore sublime Nomination
1942 Premi Oscar Premio Oscar Miglior attrice Colpo di fulmine Nomination
1944 New York Film Critics Circle Awards NYFCC Award Best Actress La fiamma del peccato 3° posto
1945 Premi Oscar Premio Oscar Miglior attrice La fiamma del peccato Nomination
1949 Premi Oscar Premio Oscar Miglior attrice Il terrore corre sul filo Nomination
1954 Venice Film Festival Special Jury Prize For ensemble acting
(con Mary Adams, June Allyson, Virginia Brissac,
Louis Calhern, Tim Considine, Paul Douglas,
Nina Foch, William Holden, Dean Jagger,
Lucy Knoch, Fredric March, William Phipps,
Walter Pidgeon, Harry Shannon,
Edgar Stehli e Shelley Winters)
La sete del potere Vinto
1957 Photoplay Awards Special Award Vinto
1960 Hollywood Walk of Fame Star on the Walk of Fame Motion Pictures, 1751 Vine Street Vinto
1961 Premi Emmy Premio Emmy Miglior performance di un'attrice in una serie televisiva The Barbara Stanwyck Show Vinto
Golden Apple Awards Golden Apple Most Cooperative Actress Vinto
1966 Golden Globes Golden Globe Miglior attrice televisiva La grande vallata Nomination
Premi Emmy Premio Emmy Migliore attrice in una serie drammatica La grande vallata Vinto
1967 Golden Globes Golden Globe Miglior attrice televisiva La grande vallata Nomination
Premi Emmy Premio Emmy Migliore attrice in una serie drammatica La grande vallata Nomination
Screen Actors Guild Awards Life Achievement Award Vinto
Photoplay Awards Most Popular Female Star Vinto
1968 Golden Globes Golden Globe Miglior attrice televisiva La grande vallata Nomination
Premi Emmy Premio Emmy Migliore attrice in una serie drammatica La grande vallata Nomination
Photoplay Awards Most Popular Female Star Vinto
1981 Film Society of Lincoln Center Gala Tribute Vinto
Los Angeles Film Critics Association Career Achievement Award Vinto
1982 Premi Oscar Premio Oscar Honorary Award Vinto
1983 Premi Emmy Premio Emmy Outstanding Lead Actress in a Limited Series or a Special Uccelli di rovo Vinto
Golden Apple Awards Golden Apple Star femminile dell'anno
(Ex aequo con Ann-Margret)
Vinto
1984 Golden Globes Golden Globe Miglior attrice non protagonista in una serie Uccelli di rovo Vinto
1986 Golden Globes Cecil B. DeMille Award Vinto
1987 American Film Institute Life Achievement Award Vinto
1998 Golden Boot Awards In Memoriam Award Vinto
2000 Online Film & Television Association OFTA Film Hall of Fame Acting Vinto

Filmografia Modifica

Note Modifica

  1. (EN) AFI's 50 Greatest American Screen Legends. American Film Institute. URL consultato in data 16 novembre 2014.
  2. Madsen 1994, p. 8.
  3. Callahan 2012, pp. 5–6.
  4. "Ruby Catherine Stevens "Barbara Stanwyck." Rootsweb; retrieved April 17, 2012.
  5. Callahan 2012, p. 6.
  6. 6,0 6,1 Madsen 1994, p. 9.
  7. 7,0 7,1 7,2 7,3 Nassour and Snowberger 2000.
  8. Madsen 1994, p. 10.
  9. Prono 2008, p. 240.
  10. Madsen 1994, pp. 11–12.
  11. Madsen 1994, p. 12.
  12. Madsen 1994, pp. 12–13.
  13. Madsen 1994, p. 13.
  14. Callahan 2012, p. 9.
  15. 15,0 15,1 15,2 15,3 15,4 15,5 15,6 15,7 Prono 2008, p. 241.
  16. Madsen 1994, p. 21.
  17. Madsen 1994, p. 22.
  18. Wayne 2009, p. 17.
  19. 19,0 19,1 Madsen 1994, p. 26.
  20. Madsen 1994, p. 25.
  21. Smith 1985, p. 8.
  22. "Barbara Stanwyck." Arabella-and-co.com. Retrieved: June 19, 2012.
  23. Wayne 2009, p. 20.
  24. Madsen 1994, p. 32.
  25. Wilson 2013, p. 51.
  26. Wayne 2009, p. 37.
  27. Callahan 2012, pp. 36, 38.
  28. Prono 2008, p. 242.
  29. Callahan 2012, p. 85.
  30. Corliss, Richard. "That Old Feelin': Ruby in the Rough." Time magazine, August 12, 2001.
  31. Callahan 2012, p. 75.
  32. Wayne 2009, p. 76.
  33. "The 10 most expensive homes in the US: 2005." Forbes (2005); retrieved November 17, 2011.
  34. Wayne 2009, p. 87.
  35. Callahan 2012, pp. 87, 164.
  36. Callahan 2012, p. 77.
  37. Wayne 2009, pp. 146, 166.
  38. Wagner and Eyman 2008, p. 64.
  39. King, Susan. "Wagner Memoir Tells of Wood Death, Stanwyck Affair." San Jose Mercury News (California) October 5, 2008, p. 6D. Retrieved: via Access World News: June 16, 2009.
  40. Granger and Calhoun 2007, p. 131.
  41. Callahan 2012, p. 163.
  42. Wayne 2009, p. 166.
  43. 43,0 43,1 Wilson 2013, p. 266.
  44. Ross 2011, p. 108.
  45. Wilson 2013, p. 858.
  46. Frost 2011, p. 127.
  47. Diorio 1984, p. 202.
  48. Barbara Stanwyck biography, imdb.com; retrieved November 17, 2011.
  49. Metzger 1989, p. 27.
  50. Peikoff 1997, pp. 403, 497.
  51. Wilson 2013, p. 23.
  52. Wilson 2013, p. 123.
  53. Barbara Stanwyck profile, people.com; accessed November 8, 2015.
  54. Stark, John. "Barbara Stanwyck, "A Stand-Up Dame", The People, February 5, 1990; retrieved December 24, 2010.
  55. Flint, Peter B. "Barbara Stanwyck, Actress, Dead at 82", The New York Times, January 22, 1990, p. D11.
  56. Callahan 2012, p. 220.

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