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Il ritorno dello Jedi
Palpatine (Return of the Jedi)
Una scena del film
Titolo originale: Return of the Jedi
Star Wars: Episode VI - Return of the Jedi
Lingua originale: Inglese
Paese: Flag of the United States Stati Uniti d'America
Anno: 1983
Durata: 131 min
Colore: Colore
Audio: Sonoro
Rapporto: 2.35 : 1
Genere: Fantascienza
Regia: Richard Marquand
Soggetto: George Lucas
Sceneggiatura: Lawrence Kasdan e George Lucas
Produttore: Howard Kazanjian
Produttore esecutivo: George Lucas
Produttore associato:
Coproduttore: Jim Bloom e Robert Watts
Coproduttoreesecutivo:
Coproduttoreassociato:
Assistente produttore:
Produttore 3D:
Casa di produzione: A Lucasfilm Limited Production
Distribuzione (Italia): 20th Century Fox
Storyboard: {{{storyboard}}}
Art director: {{{artdirector}}}
Character design: {{{characterdesign}}}
Mecha design: {{{mechadesign}}}
Animatori: {{{animatore}}}
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali:
Doppiatori italiani:
Episodi:
Fotografia: Alan Hume e Alec Mills (non accreditato)
Montaggio: Sean Barton, Duwayne Dunham, Marcia Lucas e George Lucas (non accreditato)
Effetti speciali: Roy Arbogast, William David Lee, Kevin Pike, Kit West, Ian Wingrove, Mike Wood, Don Chandler, John Chapot (non accreditato), Terence J. Cox (non accreditato), Michael Dawson (non accreditato), Yves De Bono (non accreditato), Tony Dyson (non accreditato), Terry Glass (non accreditata), Ned Gorman (non accreditato), Bob Keen (non accreditato), Roger Nichols (non accreditato), Mike Osborn (non accreditato), Richard Padbury (non accreditato), Bruno Van Zeebroeck (non accreditato), Chris Walas (non accreditato) e Gary Zink (non accreditato)
Musiche: John Williams
Tema musicale:
Scenografia: Norman Reynolds
Dialoghi:
Costumi: Aggie Guerard Rodgers e Nilo Rodis-Jamero
Trucco: Nick Dudman, Graham Freeborn, Kay Freeborn, Stuart Freeborn, Paul Le Blanc, Mike Lockey, Patricia McDermott, Dickie Mills, Peter Robb-King, Tom Smith, Phil Tippett, Christine Allsopp (non accreditata) e Karen Bradley (non accreditata)
Sfondi:
Premi:
Prequel:
Sequel:
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film




Il ritorno dello Jedi è un film del 1983 diretto da Richard Marquand.

Si tratta del sesto film, in ordine cronologico (terzo in ordine di produzione), della saga fantascientifica di Guerre stellari, ideata e scritta da George Lucas.[1]

È il terzo e ultimo della Trilogia originale (episodi IV, V e VI), alla quale è seguita la Trilogia Prequel (episodi I, II e III) e la Trilogia Sequel (episodi VII, VIII e IX).

Il film è uscito nelle sale il 25 maggio 1983, a sei anni dal giorno dell'uscita del primo film, ricevendo recensioni per lo più positive. La pellicola ha incassato tra i 475 [2][3] e i 572.000.000 milioni di dollari in tutto il mondo.[4]

Nota: il film è stato intitolato Star Wars VI - Return of the Jedi già nel 1983, ma venne presentato semplicemente come Return of the Jedi (anche se i poster mostravano il logo Star Wars - Return of the Jedi). La stessa cosa avvenne per la distribuzione italiana; inoltre la traduzione italiana corretta sarebbe Il ritorno del Jedi, poiché il termine Jedi richiede l'articolo il.[5] Ecco l'elenco di titoli con cui il film è conosciuto in Italia:

  • Guerre stellari: Il ritorno dello Jedi: presente come logo del film nei poster pubblicitari (tranne che in quelli della riedizione del 1997).
  • Guerre stellari: VI Episodio - Il ritorno dello Jedi: presente solo nei titoli d'apertura (e non nei poster pubblicitari) della riedizione del 1997.
  • Star Wars: Episodio VI - Il ritorno dello Jedi: titolo definitivo scelto da George Lucas, presente nei titoli d'apertura delle riedizioni in DVD del 2004.
  • Star Wars VI: Il ritorno dello Jedi: variante presente nelle copertine delle riedizioni in DVD e Blu-ray disc.

Titoli di aperturaModifica

IV Episodio
UNA NUOVA SPERANZA
E' un periodo di guerra
civile. Navi spaziali ribelli,
colpendo da una base
segreta, hanno ottenuto la
loro prima vittoria contro il
malvagio Impero Galattico.


Durante la battaglia, spie
ribelli sono riuscite a
rubare i piani segreti
dell'arma decisiva
dell'Impero, la MORTE
NERA, una stazione
spaziale corazzata di tale
potenza da poter
distruggere un intero
pianeta.

Inseguita dai biechi agenti
dell'Impero, la Principessa
Leila sfreccia verso casa a
bordo della sua aeronave
stellare, custode dei piani
rubati che possono salvare
il suo popolo e ridare la
libertà alla galassia...

Trama Modifica

Circa sei mesi dopo la cattura del leader dell'Alleanza Ribelle Ian Solo, la principessa Leila Organa, Luke Skywalker, che ha ormai quasi concluso il suo apprendistato come Cavaliere Jedi, Chewbecca, Lando Calrissian, C1-P8 e D-3BO si recano sul pianeta Tatooine per salvare Ian, tenuto prigioniero in una lastra di carbonite dal potente e malvagio criminale Jabba the Hutt nel suo palazzo.

I primi a entrare nell'edificio sono R2-D2 e C-3PO, che informano Jabba che Luke ha intenzione di venire per contrattare il rilascio di Ian (che Jabba però non intende affatto concedere), e vengono dati in regalo al gangster da Luke, quale "segno di buona volontà". Poco dopo Leila, fingendosi un cacciatore di taglie di nome Boushh, si reca nel palazzo con la scusa di consegnare Chewbecca a Jabba. Durante la notte, sgancia dalla parete della sala del trono del malvivente il blocco di carbonite e libera il suo amato Ian. Jabba sorprende Leila, fa imprigionare Ian insieme a Chewbecca e aggiunge Leila al suo harem di schiave.

Il giorno seguente Luke viene a parlamentare con Jabba, che però tenta di darlo in pasto al terrificante Rancor che abita nelle grotte sotto al palazzo. Luke riesce a uccidere il mostro e Jabba, infuriato, fa allora portare nel deserto i prigionieri per farli divorare dal Sarlacc, una creatura delle sabbie che si dice impieghi migliaia di anni per digerire le sue vittime. Luke tuttavia, avendo previsto questa possibilità, ha approntato un piano d'emergenza; C1 infatti custodisce dentro di sé la nuova spada laser dell'aspirante Jedi, mentre il loro amico Lando Calrissian si è infiltrato tra gli scagnozzi di Jabba. Quando sta per essere gettato nel pozzo del Sarlacc, Luke si libera prendendo al volo la spada e insieme a Lando libera Ian e Chewbecca sconfigge gli uomini dell'Hutt. Mentre Luke sale sul galeone a vela di Jabba per salvare Leila, il cacciatore di taglie Boba Fett tenta di fermare i prigionieri, ma Ian, con un colpo casuale (è infatti ancora cieco per via del congelamento nella grafite), colpisce il suo jetpack, facendolo precipitare nelle fauci del Sarlacc. Approfittando della confusione, Leila usa la catena con cui Jabba la lega a sé per strangolarlo, per poi fuggire insieme ai suoi amici prima che il galeone salti in aria.

Mentre i suoi compagni partono alla volta della base delle truppe ribelli, Luke si reca sul pianeta Dagobah per concludere i suoi studi sotto la guida del Maestro Jedi Yoda. Questi però è giunto quasi alla fine della sua esistenza (ha la veneranda età di 900 anni) e poco dopo aver informato Luke di avergli trasmesso tutte le fondamentali conoscenze Jedi, muore. Un Luke addolorato e scoraggiato incontra subito dopo lo spirito del suo primo maestro Obi-Wan Kenobi, il quale gli rivela il segreto sulla famiglia Skywalker cui Yoda accennava: egli non è il solo figlio dello Jedi rinnegato Anakin Skywalker, ovvero il Signore Oscuro dei Sith Dart Fener, ma ha una sorella gemella, che altri non è che Leila. Obi-Wan lo informa anche che non potrà sfuggire a un nuovo duello col padre e che deve fare attenzione ai suoi sentimenti verso Leila, nobili ma anche sfruttabili dall'Imperatore.

Lasciato Dagobah, Luke partecipa insieme ai suoi compagni a una riunione dell'Alleanza Ribelle, durante la quale la senatrice Mon Mothma e l'ammiraglio Ackbar rivelano di avere scoperto che l'Impero ha iniziato la costruzione di una seconda Morte Nera, ancora più potente della prima che, se completata, assicurerebbe all'esercito imperiale la vittoria sulla Ribellione. Perché la flotta ribelle possa distruggere la stazione occorre però disattivarne lo scudo spaziale di protezione, la cui fonte d'energia si trova sulla luna boscosa di Endor (nel film indicato spesso come "pianeta rifugio").

L'attacco al generatore di energia dello scudo viene condotto da un commando guidato da Ian e comprendente anche Luke e Leila. Appena giunti sulla luna boscosa, che si rivelerà abitata dai pacifici Ewoks, i soldati ribelli si scontrano con alcune truppe imperiali, che Luke e Leila inseguono a bordo di alcuni speeder rubati. Durante lo scontro Leila cade dal veicolo e viene catturata da un guerriero Ewok, che insieme ad alcuni suoi compagni intercetta l'intero commando. Gli Ewoks tuttavia scambiano C-3PO per una loro divinità e ben presto accettano di collaborare con l'Alleanza Ribelle. Quella sera stessa Luke rivela a Leila di essere suo fratello e che entrambi sono figli di Dart Fener.

Il giorno seguente Luke si consegna a Fener, che lo conduce a bordo della Morte Nera, per consentire all'Imperatore, suo spietato maestro, di convertire il ragazzo al Lato Oscuro della Forza. Mentre la flotta ribelle guidata dall'ammiraglio Ackbar e da Lando (per l'occasione alla guida del Millennium Falcon, sua ex nave) attacca la Morte Nera e i soldati di Solo assaltano il generatore energetico, l'Imperatore tenta di evocare in Luke rabbia sufficiente da portarlo nel Lato Oscuro, rivelandogli che in realtà le armi della Morte Nera siano già operative e che il generatore è protetto da una grossa squadra di truppe scelte. È stato infatti lo stesso Imperatore a permettere che la Ribellione scoprisse le informazioni sulla nuova Morte Nera, in modo che l'attacco dei ribelli si trasformasse in una trappola letale per questi ultimi. La battaglia difatti inizia molto presto a volgere al peggio per l'Alleanza, duramente attaccata nello spazio e in inferiorità numerica sulla luna boscosa. L'Imperatore riesce a indurre Luke ad assalirlo con la spada laser, facendogli ingaggiare un duello mortale con Fener. Luke tiene testa al padre, riuscendo a scalciarlo dalla scalinata del trono dell'Imperatore. Luke dice di non voler combattere ma Fener lo attacca comunque. Il ragazzo salta su una passerella dicendo di avvertire il bene che è in suo padre ma Fener dice di non sottovalutare il potere del lato oscuro della forza e lancia la spada, dividendo in due la passerella. Luke si nasconde sotto la piattaforma del trono. Fener, mentre è in cerca di Luke, legge nella mente del figlio e, dopo avere scoperto che Leila è sua figlia, medita di convertirla al Lato Oscuro, qualora Luke non decidesse di unirsi ai Sith. Furioso, Luke aggredisce il padre, costringendolo a indietreggiare fino alla passerella che porta all'ascensore. I colpi di spada di Luke mettono in difficoltà Fener, che infine si accascia sul corrimano della passerella. Luke alla fine ha la meglio e riesce a mozzargli la mano destra. Prima di dargli il colpo di grazia riprende il controllo di sé e smette di combattere, proprio mentre i soldati ribelli, aiutati dagli Ewoks, distruggono il generatore lasciando la Morte Nera parzialmente indifesa.

Luke dichiara di non voler cedere alle lusinghe del Lato Oscuro, frustrando i piani dell'Imperatore che decide quindi di ucciderlo colpendolo con dei Fulmini di Forza. L'agonia di Luke, però, non lascia indifferente Dart Fener che con un ultimo sforzo riesce a salvare Luke e a gettare l'Imperatore nel pozzo del reattore. Anakin Skywalker, ormai ritornato al Lato Chiaro, è stato mortalmente ferito, avendo subìto le scariche destinate al figlio, che hanno danneggiato il supporto vitale inserito nella sua armatura. Luke vuole fuggire col padre, ma Fener/Anakin Skywalker, ormai allo stremo e impossibilitato a muoversi, chiede al figlio di togliergli la maschera per poterlo vedere solo una volta con i suoi veri occhi, morendo poco dopo tra le sue braccia, mentre la stazione orbitante è sotto l'attacco di Lando e del capitano Wedge Antilles. Lando e Antilles riescono nel loro intento, distruggendo il reattore principale della stazione e riuscendo a fuggire in tempo dalla struttura. La seconda Morte Nera esplode nel cielo illuminandolo per qualche minuto. Anche Luke, fuggito con un'astronave imperiale pochi attimi prima dell'esplosione, si ricongiunge con i suoi compagni, poco dopo che Leila ha rivelato a Ian di essere la sorella dello Jedi.

Mentre le truppe ribelli festeggiano la loro definitiva vittoria sull'Impero a Endor come nel resto della Galassia, Luke crema il corpo di Anakin, che si trasforma in un Fantasma di Forza e si riunisce con gli spiriti di Obi-Wan Kenobi e di Yoda nella scena finale.

Produzione Modifica

Il budget del terzo film è stato il più elevato della trilogia originale di circa 32,5 milioni di dollari.

All'inizio il film doveva intitolarsi Revenge of the Jedi (La vendetta dello Jedi) e già alcuni teaser trailer e teaser poster erano stati distribuiti con questo titolo. Poche settimane prima dell'uscita, Lucas cambiò il titolo sostenendo che la parola "Vendetta" era inappropriata, poiché un Jedi non si vendica mai. Il termine venne poi riutilizzato per il titolo dell'Episodio III.

Come fatto in occasione del precedente film, Lucas finanziò personalmente Il ritorno dello Jedi.[6] Inizialmente Lucas contattò David Lynch con in mente l'idea di affidargli la regia del film, ma Lynch declinò l'offerta per dirigere Dune.[7] La regia venne offerta anche a David Cronenberg, ma il regista era già impegnato nelle riprese dei suoi Videodrome e La zona morta.[8] Alla fine Lucas scelse Richard Marquand. Lucas avrebbe diretto personalmente alcune scene della seconda unità di regia in modo da rispettare la tabella di marcia e non sforare troppo con il budget.[9] Inoltre, Lucas stesso ammise di essersi recato frequentemente sul set principale in modo da assistere Marquand il quale aveva poca dimestichezza con gli effetti speciali.[6] Lucas lodò Marquand, che morì dopo soli quattro anni dall'uscita del film, definendolo "una persona molto gentile che lavorava bene con gli attori".[10] Marquand scherzò sul fatto di avere quasi sempre Lucas sul set, dicendo: «È quasi come cercare di dirigere Re Lear – con Shakespeare nella stanza a fianco!»[11]

La sceneggiatura fu scritta da Lawrence Kasdan e Lucas (con contributi non accreditati da parte di David Peoples e Marquand), basandosi sul canovaccio di base sviluppato da Lucas. Kasdan afferma di essere stato lui a dire a Lucas che Il ritorno dello Jedi era un "titolo debole", e quindi a fargli prendere in considerazione l'idea (poi comunque scartata all'ultimo) di chiamarlo La vendetta dello Jedi.[6] La sceneggiatura non venne terminata fin quasi all'inizio delle riprese, cosa inusuale per un kolossal del genere. Materia di dibattito era il fatto di far tornare o meno il personaggio interpretato da Harrison Ford, in quanto non c'era la certezza che l'attore avrebbe firmato il contratto per un terzo film della saga di Star Wars. A differenza degli altri protagonisti dei primi due capitoli, Ford era diventato una stella di prima grandezza grazie al successo di pellicole come I predatori dell'arca perduta e Blade Runner. L'attore suggerì di far morire il personaggio di Ian Solo all'inizio del film, ma Lucas si dichiarò fermamente contrario all'idea.[6]

Yoda non doveva apparire nella prima stesura del copione del film, ma Marquand credeva fosse molto importante che Luke tornasse a Dagobah per risolvere le domande lasciate in sospeso nel precedente film. Ciò portò Lucas ad inserire la scena nella quale Yoda conferma a Luke che Dart Fener è suo padre.[10] Molte idee della sceneggiatura originale furono lasciate fuori dalla stesura definitiva. Per esempio, gli Ewok sarebbero dovuti essere dei Wookiee,[12] Lando Calrissian doveva rimanere ucciso sul Millennium Falcon durante l'attacco alla seconda Morte Nera, e Obi-Wan Kenobi tornare in vita nella sua forma carnale grazie al potere della Forza.[13]

Riprese Modifica

Le riprese di Il ritorno dello Jedi iniziarono l'11 gennaio 1982 e terminarono il 20 maggio 1982. Le riprese esterne si svolsero per la maggior parte in California, mentre gli interni vennero girati negli Elstree Studios in Inghilterra. Per tenere il tutto nella più assoluta segretezza, alla lavorazione del film venne dato il titolo fasullo Blue Harvest con sottotitolo "Horror Beyond Imagination". L'espediente venne messo in atto per celare a stampa e fan cosa stessero effettivamente girando, in modo da non far trapelare notizie dal set.

Il primo trance di riprese fu un periodo di 78 giorni trascorso agli Elstree Studios in Inghilterra, dove le riprese del film occuparono tutti e nove gli studi disponibili. Le riprese iniziarono con una scena, poi eliminata dalla versione finale del film, dove i protagonisti si ritrovano nel mezzo di una tempesta di sabbia su Tatooine mentre fanno ritorno al Millennium Falcon dopo essere sfuggiti alle fauci del Sarlacc.[11] Mentre si cercava di filmare la scena dove Luke Skywalker cerca di sfuggire dalle grinfie del mostruoso rancor, Lucas insistette per provare a realizzare la scena nello stile dei vecchi film di Godzilla della Toho ricorrendo all'uso di uno stuntman in costume. La produzione fece diversi tentativi, ma alla fine non si riuscì ad ottenere un risultato credibile. Allora Lucas decise di utilizzare un modello del rancor manovrato da un tecnico e di riprenderlo a velocità doppia in modo da eludere l'effetto "pupazzo".[6] In aprile, la troupe si trasferì nel deserto di Yuma in Arizona per un periodo di due settimane per girare gli esterni di Tatooine.[11] Poi la produzione si trasferì nella foresta di redwood nel nord della California vicino a Crescent City, dove due settimane furono occupate per riprendere gli esterni della foresta di Endor, prima di spostarsi a San Rafael negli studi della ILM per circa dieci giorni di riprese in bluescreen. Per le scene delle corse ad alta velocità delle speeder-bike fu impiegata una Steadicam speciale dalla seconda unità di regia.[14] L'inventore di tale congegno, Garrett Brown, si occupò personalmente delle riprese camminando nella foresta e filmando a meno di un fotogrammo al secondo. Camminando a velocità costante di circa 8 km/h e proiettando poi le immagini a 24 fotogrammi al secondo, fu possibile dare l'impressione che la velocità di spostamento fosse di 190 km/h.[6]


Accoglienza Modifica

Incassi Modifica

Il film, come i precedenti due, fu un successo e incassò 475.106.177 dollari[15] a livello internazionale. Negli Stati Uniti d'America incassò 309 306 177 dollari.

Critica Modifica

La pellicola, nonostante il successo, non entusiasmò i critici tanto quanto i primi due episodi, nello specifico le maggiori perplessità, nonostante sequenze notevolmente riuscite come quella del Sarlacc, delle speeder-bike su Endor, della battaglia spaziale tra i ribelli e la flotta imperiale, e il duello finale tra Luke Skywalker e Dart Fener, si diressero nei confronti della battaglia terrestre tra gli Ewok e gli stormtrooper imperiali nella foresta.[16] Molti fan espressero il loro disappunto per la poca credibilità verso il fatto che gli Ewok (una razza di piccole creature estremamente primitiva armata solo di frecce e pietre) sconfiggessero le truppe imperiali armate di tutto punto. Lucas difese il suo punto di vista sullo scenario dipinto, dicendo come l'intento degli Ewok fosse solo quello di distrarre le forze imperiali, e che non sconfissero veramente i soldati dell'Imperatore, ma li rallentarono tanto quanto per permettere ai ribelli di far saltare lo scudo deflettore della seconda Morte Nera.[10] L'ispirazione per la vittoria degli Ewok arrivò a Lucas dalla guerra del Vietnam, dove gli indigeni Vietcong riuscirono a prevalere contro i tecnologicamente superiori Stati Uniti d'America.[17]

Nel 2008, Il ritorno dello Jedi risulta al 91º posto nella classifica dei 500 più grandi film di tutti i tempi pubblicata da Empire[18].

MerchandiseModifica

NovelizationModifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Il ritorno dello Jedi (romanzo).

La novelization de Il ritorno dello Jedi venne scritta da James Kahn. Alcune cose furono però aggiunte ex novo come il ricordo di Anakin Skywalker della lava che colava lungo la sua schiena; il racconto che Obi-Wan Kenobi fa a Luke Skywalker circa il suo duello con Anakin ed il fatto che Anakin fosse caduto in un pozzo fuso; il fatto che ci si riferisce ad Owen Lars come al fratello di Obi-Wan Kenobi; una scena in cui l'Imperatore legge nella mente di Luke e scopre che Yoda ha terminato l'allenamento di Luke e che lo stesso Yoda è morto sebbene ignori chi sia.

Alcune di queste cose, in seguito all'uscita del film La vendetta dei Sith appaiono completamente sbagliate ma per l'epoca in cui il romanzo fu scritto erano perfettamente canoniche e forse sono da considerarsi come tali di più dello stesso Episodio III.

Radio dramaModifica

Mentre i primi due film sono stati adattati per la radio nei primi anni '80, non venne realizzato alcun adattamento radiofonico de Il ritorno dello Jedi fino al 1996. L'adattamento venne scritto da Brian Daley e venne prodotto e trasmesso dalla National Public Radio.

FumettiModifica

Il film venne adattato in un fumetto dalla Marvel Comics. Contrariamente agli adattamenti a fumetti dei film precedenti venne editato in quattro parti: Star Wars: Return of the Jedi 1: In the Hands of Jabba the Hutt, Star Wars: Return of the Jedi 2: The Emperor Commands, Star Wars: Return of the Jedi 3: Mission to Endor e Star Wars: Return of the Jedi 4: The Final Duel. L'adattamento venne scritto da Archie Goodwin e illustrato da Al Williamson.

Un adattamento manga illustrato da Shin-Ichi Hiromoto è uscito in Giappone nel 1998 e negli Stati Uniti nel 1999. Questo manga è stato pubblicato anche in Italia.

Riconoscimenti Modifica

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Edizione speciale Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Il ritorno dello Jedi - Edizione speciale.

Il ritorno dello Jedi venne ridistribuito nei cinema il 14 marzo 1997 con l'aggiunta di varie modifiche. Sono usciti tre diversi finali di questo episodio. Questa seconda versione mostra scene di festeggiamenti in pianeti diversi, mai visti prima, e inoltre la colonna sonora finale è diversa dalla versione originale del 1983.

Nella versione in DVD distribuita in commercio nel 2004, nel finale del film il fantasma di Anakin Skywalker non appare in versione adulta ma in versione giovanile leggermente invecchiata sostituendo Sebastian Shaw, che ha interpretato Anakin alla fine della vecchia trilogia, con Hayden Christensen, che interpreta Anakin negli episodi II e III nella nuova trilogia. Questa scelta è stata largamente criticata dai fans della saga perché priva di senso.

Inoltre, nonostante si mantenga la stessa colonna sonora del 1997, sono state aggiunte altre scene di festeggiamenti anche sui pianeti che nel frattempo sono apparsi negli episodi I, II, III come Coruscant, Naboo, Tatooine e Bespin. Sono poi stati aggiunti tentacoli supplementari e l'aspetto da pianta carnivora alla fossa del Sarlacc. Infine, nella scena della danza ambientata nel palazzo di Jabba, la canzone che appariva nella sequenza originale, Lapti Nek, è stata sostituita con Jedi Rocks, brano interpretato da figure in CGI.

Sequel Modifica

Nel 1987, un anno dopo l'uscita del film e quindi dell'allora fine della serie, l'editore specializzato in wargame e giochi di ruolo West End Games propose alla Lucasfilm la produzione di un gioco di ruolo ispirato a Guerre stellari. Il problema iniziale che la casa produttrice di giochi si trovò davanti era costituito dalla carenza di materiale che descrivesse ed approfondisse l'universo narrativo della saga, ovvero tutto ciò che andava oltre la trilogia e i pochi prodotti correlati già pubblicati utilizzabili senza contraddire questa. La Lucasfilm fornì quindi alla West End Games tutto il materiale di archivio che era stato prodotto per i film e, con questa summa di informazioni, la WEG iniziò a dare forma alla galassia, decidendo — previa autorizzazione della Lucasfilm — anche nomi di pianeti, razze aliene e informazioni aggiuntive, come il background dei personaggi, dove queste erano assenti nel materiale ufficiale prodotto fino ad allora.[19][20].

Agli inizi degli anni novanta vennero messe in produzione due opere che affrontarono per la prima volta la questione degli eventi successivi a Il ritorno dello Jedi, un'epoca ancora inesplorata nel materiale originale: nel giugno 1991 LL'erede dell'Impero, prima parte della trilogia di Thrawn di Timothy Zahn, edita dalla Bantam Books, e nel dicembre dello stesso anno la miniserie a fumetti Dark Empire, scritta da Tom Veitch, illustrata da Cam Kennedy e pubblicata dalla Dark Horse Comics, la nuova licenziataria che aveva sostituito la Marvel[21]. I manuali di gioco prodotti della West End Games vennero consegnati agli autori di questi primi seguiti, per essere usati come materiale di riferimento su cui basarsi per le loro opere, divenendo di fatto il primo canone dell'Universo espanso[19][22]; a sua volta la West End Games produsse manuali ispirati a queste nuove opere, che approfondivano ciò che era stato mostrato in libri e fumetti. Il tentativo di ricostruzione della Nuova Repubblica e dell'Ordine Jedi sotto la rinnovata minaccia dell'Impero Galattico e dei Sith, così come il futuro dei personaggi principali Luke, Ian e Leila, ottennero un eccezionale riscontro critico e di pubblico e influenzarono tutti gli autori successivi che si cimentarono nella composizione di storie ambientate nello stesso arco temporale[21].

Con il periodo della tarda Repubblica Galattica dichiarato interdetto da George Lucas in attesa dell'eventuale realizzazione di possibili prequel, gli autori dell'Universo espanso esplorarono le epoche più remote della galassia, come il periodo compreso tra il 5000 e il 4000 BBY, narrato nella serie di fumetti Cronache Jedi (1993-1998). Altri due romanzi di Timothy Zahn, Spettro del passato (1997) e Visione del futuro (1998), conclusero invece il conflitto tra gli ultimi scampoli dell'Impero e la Nuova Repubblica. Con la serie di romanzi The New Jedi Order (1999-2003, editi dalla Del Rey Books), vennero introdotti per la prima volta dei nuovi avversari, questa volta non umani: la razza aliena degli Yuuzhan Vong, intenti ad invadere la galassia[21].

L'effettiva realizzazione di una nuova trilogia cinematografica che fungesse da prequel, iniziata nel 1999 e conclusa nel 2005, liberò infine anche quest'ultimo periodo della storia della galassia alla fantasia degli autori dell'Universo espanso. Essi poterono dunque collegare le nuove linee narrative al materiale già esistente, senza il rischio di contraddire la storia canonica[21].

Dopo l'acquisto di Lucasfilm da parte di The Walt Disney Company, il 30 ottobre 2012, vennero avviati i preparativi per una trilogia sequel che avrebbe narrato una storia originale piuttosto che appoggiarsi sul materiale dell'Universo espanso, introducendo di fatto una nuova continuity. Tutto il materiale dell'Universo Espanso è stato quindi definito "non canonico" e quanto precedentemente pubblicato raccolto sotto il nuovo marchio di Star Wars Legends. Nonostante ciò è stato annunciato che materiale e personaggi dell'Universo espanso avrebbero potuto influenzare o sarebbero potuti comparire occasionalmente nelle nuove opere della serie[23].

Uscito il 18 dicembre 2015, Star Wars: Il risveglio della Forza è ambientato circa 30 anni dopo gli eventi del sesto episodio ed è stato diretto da J. J. Abrams e co-sceneggiato insieme a Lawrence Kasdan[24][25]

I vecchi fans della saga e dell'Universo Espanso non hanno però visto di buon occhio la scelta di rendere "non canonico" un universo di opere che in realtà risulatano molto più canoniche del film Il risveglio della Forza.

Note Modifica

  1. Star Wars: Episode VI Return of the Jedi. Lucasfilm. URL consultato in data 4 marzo 2010(archiviato dall'url originale in data 12 febbraio 2010)
  2. Return of the Jedi. IMDB, 2006. URL consultato in data 30 luglio 2006.
  3. Return of the Jedi. BoxOffice. URL consultato in data 27 aprile 2016.
  4. Return of the Jedi. Nash Information Services, 2015. URL consultato in data 1º giugno 2015.
  5. DETERMINATIVI, ARTICOLI. URL consultato in data 19 agosto 2015.
  6. 6,0 6,1 6,2 6,3 6,4 6,5 Empire of Dreams: The Story of the Star Wars Trilogy Star Wars Trilogy Box Set DVD documentary, [2004]
  7. David Lynch Meets George Lucas. YouTube. URL consultato in data 1º dicembre 2014.
  8. Shawn Adler (September 20, 2007). "Cronenberg's Aborted Job Offer: Star Wars: Return of the Jedi Director's Chair?". MTV Movies Blog
  9. Dale Pollock. Skywalking: The Life and Films of George Lucas. Da Capo, 1999.
  10. 10,0 10,1 10,2 Star Wars Episode VI: Return of the Jedi DVD commentary featuring George Lucas, Ben Burtt, Dennis Muren and Carrie Fisher. Fox Home Entertainment, 2004
  11. 11,0 11,1 11,2 Marcus Hearn. Cliffhanging in The Cinema of George Lucas. New York City, Harry N. Abrams Inc, 2005.
  12. Star Wars Episode III: Revenge of the Sith DVD commentary featuring George Lucas, Rick McCallum, Rob Coleman, John Knoll, and Roger Guyett. Fox Home Entertainment, 2005
  13. George Lucas. Star Wars — Episode VI: "Revenge of the Jedi" Revised Rough Draft. Starkiller, 12 giugno 1981. URL consultato in data 22 febbraio 2007(archiviato dall'url originale in data 3 febbraio 2007)
  14. Return of the Jedi: Steadicam Plates, p. 3. American Cinematographer. URL consultato in data 19 agosto 2007.
  15. Il ritorno dello Jedi (1983) - Statistiche
  16. «The best – and worst – movie battle scenes», CNN, 30 marzo 2007. URL consultato in data 1º aprile 2007.
  17. J.W. Rinzler. The Making of Star Wars: Return of the Jedi.
  18. Empire Features
  19. 19,0 19,1 (ottobre 2013) . Star Wars Insider (144)  (in en).
  20. (novembre 2013) . Star Wars Insider (145)  (in en).
  21. 21,0 21,1 21,2 21,3 Amelia Hill. (EN) History of the Expanded Universe. URL consultato in data 21 febbraio 2015.
  22. Tim Veekhoven. (EN) West End Games: Expanding that Galaxy Far, Far Away…. 30 ottobre 2015. URL consultato in data 28 dicembre 2015.
  23. (EN) The Legendary Star Wars Expanded Universe Turns a New Page. 25 aprile 2014. URL consultato in data 27 aprile 2014.
  24. Star Wars: Episodio VII. Al cinema nel dicembre 2015, mentelocale.it
  25. JJ Abrams dirigerà Star Wars Episodio VII! | Best Movie

Locandina Modifica

Locandina originale Locandina italiana
Return of the Jedi Il ritorno dello Jedi

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