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Suspiria
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Una scena del film
Titolo originale: Suspiria
Lingua originale: Inglese, tedesco, italiano, russo e latino
Paese: bandiera Italia
Anno: 1977
Durata: 98 min
Colore: Colore
Audio: Sonoro
Rapporto: 2.35 : 1
Genere: Horror
Regia: Dario Argento
Soggetto: Thomas De Quincey (non accreditato)
Sceneggiatura: Dario Argento e Daria Nicolodi
Produttore: Claudio Argento
Produttore esecutivo: Salvatore Argento
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Casa di produzione: Seda Spettacoli
Distribuzione (Italia):
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Art director: {{{artdirector}}}
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Animatori:
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali:
Doppiatori italiani:
Episodi:
Fotografia: Luciano Tovoli
Montaggio: Franco Fraticelli
Effetti speciali: Germano Natali
Musiche: Dario Argento e I Goblin
Tema musicale:
Scenografia: Giuseppe Bassan
Dialoghi:
Costumi: Pierangelo Cicoletti
Trucco: Maria Teresa Corridoni, Pierantonio Mecacci, Pierino Mecacci e Aldo Signoretti
Sfondi:
Premi:
Prequel:
Sequel:
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film




Suspiria è un film del 1977 diretto da Dario Argento.

Si tratta del primo episodio della trilogia delle Tre Madri, cui fanno seguito Inferno (1980) e La terza madre (2007).

Trama Modifica

Susy Benner è una giovane ballerina classica americana che giunge a Friburgo (Germania) per specializzarsi presso la prestigiosa Accademia di danza della città. Uscita dalla hall dell'aeroporto, si rende conto che piove a dirotto e, dopo alcuni tentativi falliti, riesce a fermare e prendere un taxi. Arrivata alla sede della scuola, vede una ragazza che spalanca la porta d'ingresso ed esce pronunciando frasi sconnesse che Susy non riesce a percepire per via del forte rumore della pioggia.
La sconosciuta fugge via e Susy citofona per farsi aprire, ma una voce le risponde di non conoscerla. In preda all'angoscia, Susy rientra in taxi e torna in città per cercare una sistemazione per la notte. Dal finestrino del taxi la ragazza vede una figura femminile muoversi nella foresta e, dopo un po', riconosce in lei la donna scappata via poco prima dall'ingresso della scuola.

La scena si sposta appunto sulla fuggitiva, che si chiama Pat, la quale è appena stata espulsa dall'accademia per comportamento scorretto. Pat si reca dall'amica Sonia la quale, vedendola sotto shock, le chiede il motivo del suo stato. Pat replica dicendole che ogni spiegazione sarebbe inutile, perché ha scoperto qualcosa di talmente assurdo che è certa nessuno le crederebbe. Dopo di che Pat si chiude in bagno per asciugarsi ma, avvertendo qualcosa di macabro nell'aria, si avvicina alla finestra per guardare fuori nel buio della notte, come per verificare di non essere stata seguita da qualcuno. Dopo aver preso una lampada per vedere meglio, la ragazza scorge due occhi nel buio. All'improvviso una mano mostruosa rompe il vetro e la afferra per i capelli, premendole con forza la testa contro il vetro. Nell'altra stanza Sonia assiste impotente alla scena e cerca di sfondare la porta ma, non riuscendoci, esce fuori di casa e bussa a tutte le porte per chiedere aiuto, ma nessuno le apre. Nel frattempo Pat viene trascinata fuori e riceve una serie di coltellate che le squarciano il petto. Il corpo della ragazza viene trascinato su di un lucernario e legato con una corda. In un crescendo di urla strazianti, il vetro del lucernario non riesce a reggere il peso di Pat, ormai cadavere, e si rompe, facendo cadere la ragazza la quale rimane impiccata con la corda. Con incredibile stupore e con orrore si scopre che anche Sonia, che era riuscita a raggiungere la hall del palazzo, è morta, colpita dalla caduta dei grossi vetri e dai ferri strutturali del lucernario.

Il giorno dopo, Susy si reca all'accademia di danza, ora aperta. All'interno, alcuni poliziotti stanno parlando con la vicedirettrice della scuola, madame Blanc interrogandola sull'omicidio della giovane Pat e sulla morte della sua compagna d'appartamento. Susy conosce miss Tanner che la accompagna a fare un giro nella scuola, ma prima la ragazza riferisce alla polizia le circostanze del suo arrivo alla scuola il giorno precedente, in particolare la fuga della ragazza verso la foresta. I poliziotti apprezzano la collaborazione e lasciano Susy con la Tanner.

All'interno dell'accademia lavorano strani ed eccentrici individui: il pianista cieco Daniel, con tanto di cane da compagnia, le cuoche obese e quasi sempre silenziose, il burbero ed asettico Pablo ed il macabro nipote di madame Blanc, Albert.

Susy viene accompagnata da miss Tanner negli spogliatoi, dove le sue compagne si stanno preparando ad una giornata di allenamenti: tra di loro Olga, che si rende subito antipatica, e Sara che invece mostra subito simpatia e comprensione verso Susy.

All'inizio delle lezioni, alcune ragazze tendono a evitare Susy, «la nuova arrivata». Durante uno spostamento tra un'aula ed un'altra, Susy si imbatte in una delle inservienti intenta a lucidare degli oggetti decorativi in compagnia di Albert. In quel momento, l'oggetto che la donna sta lucidando viene irradiato da una strana luce che colpisce in pieno volto Susy, la quale si sente all'improvviso priva di forze. Arrivata in sala, comunica a miss Tanner il suo stato, ma l'insegnante le ordina di unirsi agli altri negli esercizi. Confusa dalle urla della Tanner e per via dello sforzo, Susy sviene.

Rinvenuta, Susy si ritrova in una camera della scuola, circondata da miss Tanner, madame Blanc e dal professor Verdegast, il medico dell'accademia. Nel frattempo l'edificio è stato invaso da larve, quindi tutte le allieve sono costrette ad accamparsi in una sala della scuola. All'improvviso Sara sveglia Susy e le chiede di ascoltare dei rumori. Dalla stanza a fianco, adibita a dormitorio delle professoresse, provengono inquietanti sospiri e rantoli. Sara afferma che si tratta della direttrice, da tutti creduta in viaggio, a sospirare in questo modo. La mattina successiva le lezioni continuano quando, d'un tratto, il cane del pianista Daniel azzanna il nipote di madame Blanc. Il pianista viene subito licenziato e la notte stessa, al ritorno da un pub, mentre ha la sensazione di essere seguito, viene azzannato al collo senza apparente motivo dal suo cane, che lo sbrana.

La mattina dopo Susy va a parlare con madame Blanc per riferirle che, al suo arrivo, una voce al citofono la invitò ad andarsene, e che Pat aveva pronunciato due strane parole: "segreto" e "iris". In seguito Sara confessa a Susy che la voce al citofono era la sua, e le confida che Pat aveva scoperto un importantissimo segreto sulla scuola. Sara poi aveva riferito le sue scoperte ad uno psichiatra con il quale era stata in cura dopo la prematura scomparsa della madre. Sara aveva raccolto tutte le sue scoperte in un taccuino che però le era stato rubato, ad esclusione d'una pagina che la ragazza aveva con sé a parte.

Sicura di aver scoperto il mistero della scuola, Sara fa degli accenni a Susy in merito alla possibile presenza di streghe. Susy è stata però drogata dalle insegnanti e non riesce a rimanere sveglia. Sara sente di essere seguita da qualcuno e inizia a scappare, andando a chiudersi in una stanza della soffitta. L'assassino tenta ripetutamente di sollevare il cardine della porta con un coltello, per riuscire ad entrare. Nel frattempo però Sara passa attraverso una finestra in un'altra stanza, ma senza accorgersene cade sul filo spinato di cui la stanza è piena. La ragazza, ormai intrappolata e lacerata dal filo spinato, viene raggiunta e sgozzata dall'assassino. Il giorno dopo Susy si reca dallo psichiatra che aveva in cura Sara per capire meglio di cosa stesse parlando la sua amica. Il dottore presenta a Susy uno studioso di scienze occulte, il quale le racconta la leggenda di Elena Marcos, conosciuta anche come la Regina Nera, una donna vissuta nei primi del Novecento e che proprio a Friburgo aveva fondato la prestigiosa scuola dove Susy è andata a studiare. Le dice anche però che la scuola era una copertura per nascondere un'associazione di streghe delle quali la Marcos era a capo. Per lo studioso, le streghe erano votate solo ed esclusivamente al male e niente di buono può venire fuori da un incontro ravvicinato con loro.

Susy trova l'unica pagina degli appunti che Sara era riuscita a conservare. Seguendo le indicazioni, si ritrova nell'ufficio di madame Blanc. Non capendo cosa avesse scoperto l'amica, all'improvviso vede riflesse in uno specchio le decorazioni a forma di fiore dipinte sul muro alle spalle della scrivania. Sono tre iris e, vedendoli, Susy ricorda perfettamente le parole pronunciate da Pat la sera in cui venne uccisa, ora del tutto chiare. Pat aveva detto di aver scoperto "Il segreto oltre la porta. I tre iris. Gira quello blu!" Dei tre iris infatti, quello blu non è dipinto ma bensì in rilievo e, ruotandolo, Susy vede all'improvviso spalancarsi davanti a sé una porta nascosta nel muro, che conduce a una stanza segreta. Scese la scale, Susy percorre un corridoio decorato con segni ed effigi occulti, alla fine del quale c'è una stanza dove sono riunite tutte le insegnanti. Nascosta dietro una tenda, la ragazza ascolta i discorsi delle crudeli insegnanti, le quali stanno pianificando di ucciderla in quanto prossima a scoprire la verità. Nella stanza c'è anche Albert, il quale avverte la presenza di un intruso e ordina a Pablo di controllare. Per non farsi scoprire, la ragazza si rifugia in un'altra stanza, ma qui sente nuovamente quel mostruoso respiro che aveva sentito con Sara e, voltandosi, vede un'ombra al di là di una tenda che la osserva. Fattasi coraggio Susy alza la tenda, ma dietro non vede nessuno. Nel frattempo, il corpo straziato di Sara, governato dai poteri delle streghe insegnanti e con tanto di spilli conficcati negli occhi, si avventa con un coltello contro Susy, la quale, armatasi di un punteruolo, vede apparire tra la luce dei lampi la sagoma della strega che qualche istante prima giaceva, dormiente, nel letto. In concomitanza con il fragore di un tuono, Susy riesce a conficcare il punteruolo nella gola del mostro, uccidendo così anche le insegnanti le quali traevano da esso il loro potere.

All'improvviso la scuola viene scossa da un violento terremoto e comincia a crollare. Susy, in preda ormai al panico più totale, riesce ad uscire e a fuggire via dall'edificio, che comincia a prendere fuoco dall'interno. Il film si conclude con l'immagine delle fiamme che inghiottono il palazzo e con le urla strazianti delle streghe.

ProduzioneModifica

Il film è considerato un grande successo di Dario Argento, dopo Profondo rosso, capolavoro del 1975 interpretato da David Hemmings, Gabriele Lavia, Macha Méril e Daria Nicolodi. Il regista ha dichiarato che l'ispirazione iniziale per il film nasce da un viaggio da lui compiuto attraverso le Capitali magiche europee (ovvero Torino, Lione e Praga) e alla visita della Scuola di Waldorf fondata da Rudolf Steiner e situata vicino Basilea[1] nei pressi del centro del Triangolo Magico formato dalla sovrapposizione dei confini di tre stati (Francia, Germania e Svizzera).[2]. La compagna del regista Daria Nicolodi ha collaborato nella realizzazione del film, curandone con Argento la sceneggiatura, nata ispirandosi alla sua infanzia: sull'idea del regista, la Nicolodi introdusse alcune caratteristiche di fiabe come Alice, Biancaneve, Barbablù e Pinocchio, ma in particolare i racconti di sua nonna Yvonne Loeb.[3] Quest'ultima, celebre pianista di origine francese, le narrò le sue esperienze presso un istituto artistico e musicale francese (di cui l'attrice ha preferito non rivelare il nome per ragioni di sicurezza) che aveva frequentato durante un corso di perfezionamento e da cui era fuggita dopo aver scoperto che la didattica ufficiale era in realtà un paravento dietro cui si celava una vera scuola di Magia nera.[2]

Lo stesso Argento si è ispirato inoltre alla lettura di numerose fiabe infantili soprattutto per ideare il personaggio di Elena Markos, la Regina Nera.[2] L'ambientazione gotica (Friburgo e la Foresta Nera) si deve comunque alla penna di Argento. Il film ha riscosso un successo mondiale ma, a causa del contenuto particolarmente violento, fu vietato in molti paesi ai minori di 18 anni.

Il titolo Suspiria (come la storia della Trilogia de Le tre madri) è stato ispirato dal libro Suspiria De Profundis di Thomas de Quincey che lo scrisse dopo un soggiorno a Milano, presso la villa dei conti Imbonati.

Inizialmente il regista aveva pensato di girare il film con attrici minorenni (13-15 anni) ma ciò non gli fu possibile sia a causa del divieto in Germania di portare sullo schermo attrici di minore età, sia per la contrarietà da parte dei finanziatori[2], in particolare da parte del distributore e della Focus, società di produzione americana consociata nella realizzazione della pellicola.[1] Per rimanere almeno in parte fedele alle proprie intenzioni iniziali Dario Argento optò nell'utilizzare porte che avessero le maniglie poste molto più in alto rispetto al loro normale posizionamento: l'idea era quella di trasmettere agli spettatori quella difficoltà che i bambini hanno nel raggiungere la maniglia, vera chiave d'apertura verso l'esterno. Inoltre in alcune scene i personaggi femminili hanno comportamenti palesemente infantili (vd. scene di contrasto tra Olga e Sara)[1][2]. Il film è stato girato praticamente in sequenza e perciò il montaggio ne è risultato facilitato: per completarlo sono occorsi solo una decina di giorni.[1]

Fotografia Modifica

La fotografia del film ad opera di Luciano Tovoli (mentre la scenografia è di Giuseppe Bassan) è caratterizzata dall'uso di lenti anamorfiche e luci ad arco davanti alle quali sono state poste stoffe colorate (al posto della comune gelatina) in modo da poter essere avvicinate il più possibile ai volti degli attori dando l'impressione che i colori fossero stati gettati come vernice sui loro volti: questo metodo artigianale ha contribuito ad accentuare il tono fantastico della pellicola[2]. Il tipo di pellicola impiegata è una Kodak da 30-40 ASA a bassissima sensibilità: richiedeva pertanto moltissima luce per essere impressa ma aumentava nettamente la profondità di campo delle immagini.[1] Queste ultime di conseguenza presentano dei colori molto accentuati (dal rosso scarlatto al blu profondo, dal verde smeraldo al giallo ocra): questo è il risultato dell'uso di processi di inibizione, i cui effetti erano già stati sperimentati in pellicole quali Il mago di Oz e Via col vento. Suspiria è stata, infatti, una delle ultime pellicole a utilizzare queste tecniche ai fini della fotografia e del formato Technicolor, oramai in via di estinzione anche a causa degli elevati costi che il sistema ingenerava[2]. Argento e Tovoli riuscirono a trovare l'ultima macchina di sviluppo ancora in funzione agli stabilimenti Technicolor di Roma; il macchinario, una volta dismesso, fu venduto ad acquirenti cinesi.[2] Grazie a tale tecnica, il film assume un misterioso fascino. Il regista ha dichiarato che a ispirarlo cromaticamente fu la visione di Biancaneve e i sette nani e che per avvicinarsi ai colori forti di tale pellicola la visionò attentamente con Tovoli; altro fondamentale riferimento stilistico fu il cinema espressionista tedesco per il suo peculiare utilizzo di simbolismo e contrasto visivo.[2] Il direttore della fotografia ha dichiarato che richiese ad Argento di fare i trucchi visivi il più direttamente in lavorazione e non in post-produzione per renderli efficaci e mantenere un tono sperimentale alla Méliès.[2] Argento ha aggiunto che la sua sfida personale era quella di non volere fare neanche due inquadrature uguali in tutto il film perciò da parte sua e di Tovoli ci fu un enorme sforzo nella scelta del tipo di immagini da utilizzare (lavorando con Storyboard e shots list cioè la lista di tutte le inquadrature possibili).[1]

CastingModifica

Durante la fase preparatoria del film, Argento e Daria Nicolodi compirono un viaggio a Los Angeles durante il quale visionarono diverse attrici. Il regista scelse Jessica Harper dopo averla vista recitare ne Il fantasma del palcoscenico; la conobbe a Los Angeles rimanendo colpito dal suo volto da bambina ed in particolare dai suoi occhioni da Manga giapponese.[1][2] Per il ruolo della vicedirettrice Argento optò per Joan Bennett anche influenzato dal fatto che per circa dieci anni era stata la compagna di Fritz Lang, uno dei suoi registi preferiti.[1]

Colonna sonora Modifica

Lo score di Suspiria fu composto dai Goblin (Claudio Simonetti, Agostino Marangolo, Massimo Morante e Fabio Pignatelli) in collaborazione con lo stesso Argento. La colonna sonora del film è stata utilizzata durante le [finali del nuoto sincronizzato alle XXX Olimpiadi di Londra dalla compagine russa, che si è aggiudicata la medaglia d'oro.[4]

Accoglienza Modifica

Critiche Modifica

Il film uscì in Italia il 1º febbraio 1977, accompagnato da una serie di critiche piuttosto contrastanti fra loro per Dario Argento e la sua opera. Giovanni Grazzini, critico del Corriere della Sera, scrisse: «Una laurea honoris causa in tecnologia degli spaventi. Dario Argento non merita niente di meno per un film che probabilmente farà epoca nel cinema della pelle d'oca». Tullio Kezich invece, nel suo Il nuovissimo mille film - Cinque anni al cinema 1977-1982 stroncò la pellicola, sostenendo che fra pregi e difetti, il regista di Profondo rosso è sempre lo stesso, anzi in una progressiva divaricazione si affina e si deteriora nello stesso tempo. Morando Morandini nel suo Dizionario dei film gli assegna due stelle, affermando che il disinteresse di Argento per la logica narrativa è qui macroscopico, programmatico. Intanto, però, grazie alla musica dei Goblin, inventa il thriller assordante: picchia sull'orecchio quanto sul nervo ottico. Pino Farinotti e Paolo Mereghetti, nei loro dizionari, assegnano invece tre stelle al film, sebbene il primo non lasci un commento, mentre il secondo giudica il film positivamente, ritenendolo fra i migliori della carriera del regista. Ottime invece furono le critiche estere.

Successo Modifica

La pellicola incassò estremamente bene in Italia, tanto da piazzarsi all'11º posto degli incassi della stagione cinematografica 1976-77 anche se non raggiunse i risultati commerciali del precedente Profondo rosso. In Italia la pellicola ha incassato 1.430.000.000 di lire dell'epoca.

Evidentemente per Argento la pellicola era troppo avveniristica per i gusti del pubblico italiano medio del tempo ed infatti nazionalmente non diventò il vertice commerciale della filmografia del regista al contrario di quanto avvenne nel resto del mondo (soprattutto Francia, Germania, Giappone, Stati Uniti d'America e Regno Unito) dove riscosse enorme successo rendendo celebre internazionalmente il suo autore. Ciò ha determinato una dicotomia: mentre in Italia il suo film più noto è Profondo rosso, all'estero il regista è conosciuto soprattutto per Suspiria.[1]

Collegamenti ad altre pellicole Modifica

Remake Modifica

Negli Stati Uniti d'America era in fase di preparazione un remake di Suspiria a cui avrebbe collaborato lo stesso Dario Argento, ma solo per la sceneggiatura. Il progetto rientrava nell'ambito di una cessione di diritti operata da Argento su due suoi film, per farne realizzare dei remake negli Stati Uniti; l'altro titolo interessato era L'uccello dalle piume di cristallo. Il film entrò in pre-produzione nel 2008 per la regia di David Gordon Green, e si vociferò che avrebbe avuto come protagonista Natalie Portman. Nel 2011, dopo quasi tre anni senza notizie, Green ammise in un'intervista che c'erano stati dei problemi legali, ma che erano stati risolti e che il film si sarebbe fatto, e avrebbe avuto come protagonista Isabelle Fuhrman. Il film però fu accantonato nel 2012 e nel 2013 Green disse che probabilmente non verrà più realizzato a causa di problemi legali con la casa produttrice di Dario Argento.

Durante la 72ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il regista Luca Guadagnino rivela che dirigerà il remake del film.[6]

L'animeModifica

Nel 2006 è stato annunciato un remake in formato anime di Suspiria, prodotto dallo studio giapponese Gonzo per la regia di Yoshimasa Hiraike.

Curiosità Modifica

  • Dario Argento ha dichiarato di aver ideato una scuola di danza come copertura di una congrega di streghe per il valore magico tradizionalmente attribuito da queste ultime al ballo: secondo tali credenze alcuni movimenti del corpo condurrebbero al trascendente colui che li pratica.[1]
  • La famosa citazione del professor Milius la magia è quoddam ubique, quoddam semper, quoddam ab omnibus creditum est e cioè la magia è quella cosa che ovunque sempre e da tutti è creduta è una citazione da Il ramo d'oro di James Frazer: Se la prova della verità consiste nel numero delle persone che ci credono, la magia, ben più a[[]] ragione della Chiesa Cattolica, può appellarsi all'orgoglioso motto 'Quod semper, quod ubique, quod ab omnibus' come avallo indiscutibile della propria infallibilità.[7], a sua volta una modifica di una famosa frase del V secolo d.C. attribuita a san Vincenzo di Lerino (Magnopere curandum est ut id teneatur quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est).
  • La donna che interpreta il ruolo di Elena Markos è l'attrice più anziana con la quale ha lavorato Dario Argento nella sua carriera cinematografica: aveva infatti 94 anni ed era stata trovata dal regista in un ospizio a circa 100 chilometri da Roma. L'autore la rammenta teneramente per i suoi ricordi e perché ella si faceva piacevolmente sorprendere dalle meraviglie del set cinematografico.[1]
  • La celebre scena in cui Stefania Casini precipita sul filo spinato, fu realizzata in una vera stanza piena di fil di ferro. Le istruzioni di Argento all'attrice furono semplicemente di buttarsi sul filo e di provare a fare qualche passo. In effetti, l'attrice riuscì a fare pochissima strada e, ben presto, fu completamente bloccata dal filo, tanto che, per liberarla furono necessarie alcune cesoie e molta pazienza. Inoltre, il filo di ferro provocò numerose escoriazioni sul corpo dell'attrice e per questo la scena non fu ripetuta.[2]
  • Luciano Tovoli ha dichiarato che la scena della morte del pianista cieco Daniel (Flavio Bucci) fu estremamente complicata da filmare per la vastità dell'ambientazione (la celebre Königsplatz) che ne rendeva difficile la corretta illuminazione funzionale all'immagine: per realizzarla fu impiegata circa una settimana utilizzando torrette e luci ad arco[2]. Inoltre, per simulare il volo dell'aquila fu impiegato un ingegnoso quanto antico sistema: la macchina da presa era stata collegata ad un carrello sospeso in alto che scorreva tramite alcune carrucole lungo un cavo d'acciaio di 150 metri[1].
  • In Giappone il film fu proiettato in uno stadio a un pubblico di circa 30.000 persone utilizzando un sistema dotato di un immenso impianto audio realizzato dalla Sony.[1]
  • Nella prima versione in DVD mancano i titoli di coda.
  • La colonna sonora di Suspiria è stata utilizzata anche nella serie televisiva Turno di notte, nell'episodio Via delle streghe.
  • Le notti della luna piena, il terzo episodio della saga di Dylan Dog contiene numerosi riferimenti al film: la storia è ambientata proprio in Germania, nella Selva Nera; uno dei luoghi chiave della vicenda è una scuola frequentata esclusivamente da ragazze, gestita da due anziane sorelle (che alla fine si riveleranno essere streghe) alle quali è assoggettato un inserviente di nome Otto che, come Pavlo, non parla e pare avere gravi problemi comportamentali. Alla fine dell'episodio, la scuola brucerà e verrà distrutta dopo la morte delle streghe, esattamente come alla fine del film.
  • Daria Nicolodi, compagna di Dario Argento, era stata la prima scelta del regista per il ruolo di Sara; un incidente però la tenne bloccata per lungo tempo e il ruolo andò a Stefania Casini. La Nicolodi si limitò a lavorare in produzione e il suo apporto al film rimane comunque notevole: per prima cosa, lei fa un cameo nella scena iniziale, quando la protagonista arriva alla scuola di danza; poi presta la voce a Elena Markos. La scena finale, inoltre, fu scritta da lei stessa e ricalca un sogno che lei aveva fatto: in esso, si trovava in una stanza buia al cospetto di una strega invisibile; nella stanza c'era anche una pantera che improvvisamente esplodeva in mille pezzi. Nella scena del film la pantera che esplode è di porcellana.
  • Alla sua uscita venne vietato in molti paesi ai minori di 18 anni per le scene splatter. Sino al 2003, la pellicola è stata vietata in Norvegia.
  • Nel 2007 è uscita in dvd la versione restaurata del film (dal 2009 anche in Blu-Ray), con una qualità audio e video migliorate.
  • Inizialmente Argento avrebbe deciso di girare il film con attrici minorenni, ma questo non gli fu possibile a causa del divieto, in Germania, di portare sullo schermo attrici di minore età. Per rendere comunque l'idea, optò di utilizzare porte che avessero le maniglie posizionate più in alto: l'idea era quella di trasmettere quella difficoltà che i bambini hanno nel raggiungere la maniglia per aprire una porta.
  • La sceneggiatura romanzata del film è stata pubblicata dall'editore Newton Compton nel 1997, assieme alle novelizations di Inferno, Opera, Phenomena e Demoni (Massimo Brando), sotto il titolo Terrore Profondo.
  • Nelle primissime scene del film, quando la protagonista Suzy entra nel Taxi e chiede informazioni al Tassista è possibile vedere riflesso nel vetro che separa i due attori, il volto del regista Dario Argento in una espressione demoniaca alquanto bizzarra. È una delle tante 'presenze di Argento, ma senz'altro la più particolare, anche perché dura pochissimi attimi.
  • Il secondo cameo del regista è alla fine del film: nella scena in cui il palazzo sta per crollare e i personaggi negativi si contorcono per terra, Pablo è interpretato da Argento.
  • Nella versione statunitense del film la protagonista è chiamata Susy Bannion invece che Susy Banner.

Note Modifica

  1. 1,00 1,01 1,02 1,03 1,04 1,05 1,06 1,07 1,08 1,09 1,10 1,11 1,12 Dati ricavati dall'intervista a Dario Argento a cura di Gianni Monciotti inclusa nel Disco 2 dell'edizione DVD CDE Eagle del 2004.
  2. 2,00 2,01 2,02 2,03 2,04 2,05 2,06 2,07 2,08 2,09 2,10 2,11 2,12 Dati ricavati dal documentario Suspiria 25th Anniversary incluso nel Disco 2 dell'edizione in DVD CDE Eagle del 2004
  3. il nome completo ricavato dal sito ufficiale di Daria Nicolodi è Yvonne Muller Loeb Casella [1].
  4. Le geometrie del nuoto sincronizzato
  5. Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore. Tutti gli orrori del mondo, ovvero ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà, in Il terrorista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci. Roma, Un mondo a parte, 2004.
  6. (EN) Luca Guadagnino Talks Making ‘Splash,’ Next Is ‘Suspiria’ Redo. 6 settembre 2015. URL consultato in data 6 settembre 2015.
  7. James Frazer, Il ramo d'oro, I Mammut, Newton Compton Editori, 2013, Ariccia, capitolo IV, p. 80.

Locandina Modifica

Locandina
Suspiria.jpg

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